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CAFFÈ e SOSTENIBILITÀ: Esiste un caffè che non è amaro per chi lavora?

By Habanero Angelica ottobre 08, 2020 , , , , ,

Coltivazione caffè sostenibile

Il caffè si piazza secondo, dopo il petrolio, tra le materie prime commercializzate a livello mondiale.


La SOSTENIBILITÀ è diventata una parola d'ordine — in ogni ambito — negli ultimi anni, ma quando parliamo di sostenibilità nel campo del caffè, stiamo davvero prendendo in considerazione quella che è nota come la triplice linea di fondo: persone, pianeta e profitto?

La ridotta biodiversità e gli agricoltori che vivono in povertà sono solo alcune delle questioni coinvolte nelle vicende etiche e ambientali riguardanti le colture di caffè.

sostenibilità e caffè


Il 28 settembre 1962, a New York, con il primo accordo internazionale sul caffè si discuteva di come limitare la quantità di eccedenza sul mercato per garantire la sostenibilità economica.

Fino a pochi decenni fa, i paesi produttori di caffè erano in grado di provvedere ai loro bisogni sanitari, di istruzione di base ed erano bilanciate anche dal punto di vista ambientale. Oggi invece tutto questo non esiste più, causa salari bassissimi e sistemi di produzione più aggressivi, che richiedono maggiori investimenti e rischi.
Molti paesi produttori di caffè soffrono di estrema povertà e mancano di infrastrutture sociali efficaci. L'isolamento geografico di molti coltivatori di caffè può imporre costi proibitivi a cose di cui hanno bisogno, come strumenti per il raccolto o mezzi agricoli.

Il lavoro minorile è da considerarsi un'altra piaga sociale. È stato riferito che i bambini sono ampiamente utilizzati, nelle piantagioni in alcuni paesi, come raccoglitori di ciliegie di caffè.

onlus sostenibilità



La sostenibilità ambientale rimane comunque la questione più urgente che il mondo deve affrontare in questo momento. L'agricoltura intensiva, produce un altissimo livello di deforestazione tropicale. Anche la lavorazione e  l'importazione ed esportazione del caffè hanno un alto impatto ambientale. L'acqua di lavorazione inquinata, per esempio, si immette nei corsi d'acqua locali e può causare malattie e morte a esseri umani, animali e piante.

Il cambiamento climatico sta colpendo duramente i coltivatori di caffè. I fenomeni atmosferici imprevedibili possono avere un impatto diretto sulla qualità del raccolto. 

In generale, la coltivazione del caffè ha un impatto negativo sulla biodiversità, ma alcuni metodi sono più distruttivi di altri. Le piantagioni di caffè, con alberi da ombra, sono i luoghi migliori per uccelli e altre specie selvatiche, ma la maggioranza del caffè viene prodotta in campi adibiti alla monocoltura, ciò comporta una drastica riduzione della biodiversità.
Il Forum Economico Mondiale riporta, inoltre, che le coltivazioni intensive di caffè esposte al sole possono aumentare i parassiti, ne consegue un aumento di consumo di pesticidi e perpetua ulteriormente il degrado ecologico.

caffè sostenibile


Cosa possiamo fare per limitare il nostro impatto ambientale e tutelare le comunità agricole?

Anche noi, consumatori di caffè, abbiamo un ruolo fondamentale all'interno di questa catena. Sia le tazze usa e getta che le cialde di caffè monouso sono difficili da riciclare e creano rifiuti. Tuttavia abbiamo a disposizione piccoli accorgimenti i quali rendono più sostenibile il nostro consumo di caffè.
Possiamo, per esempio, impegnarci nel sostenere le aziende agricole le quali praticano agro-ecologia, proteggono la biodiversità e compiono scelte etiche nei confronti dei lavoratori. Quando acquistiamo il ​​nostro caffè, analizziamo la sua origine e il metodo di coltivazione.

A tal proposito, voglio segnalarvi il "Caffè Manifesto" equo solidale di Altromercato, una miscela 100% biologica di arabica lavata, proveniente da Perù, Nicaragua e Messico e coltivato in altura. È un caffè speciale macinato per Moka, conservato in un soft pack senza alluminio con valvola e conferibile nella raccolta della plastica (Altromercato è stato il primo in Italia, 13 anni fa  a lanciare un pack ecologico e innovativo in materiale plastico senza alluminio, smaltibile nella plastica anziché nel secco indifferenziato). Ha una tazza molto aromatica e fruttata, corpo pieno con un retrogusto persistente e cioccolatoso.

caffè Fair trade




Con questa Altromercato chiede  ai consumatori di prendere posizione, chiede da che parte stai rispetto a tematiche come lo sfruttamento dei lavoratori, il caporalato, la tutela dell’ambiente. Cercando di sensibilizzare le persone, facendo comprendere, che c'è differenza tra “consumare” e “scegliere” e che ora più che mai c'è bisogno di prendere una posizione.
La confezione del caffè riporta questa frase: “Esiste un caffè che non è amaro per chi lavora?” Una domanda che induce, inevitabilmente, alla riflessione.

caffè biologico



Il "Caffè Manifesto" di Altromercato viene prodotto dalla cooperativa Tzeltal-Tzotzil, fondata in Messico nel 1986, che dal 1998 ha iniziato la conversione biologica del caffè e oggi produce 100% caffè di qualità arabica certificato bio. I contadini indigeni delle etnie Tzeltal e Tzotzil possono continuare a vivere nelle loro terre nel nord del Chiapas secondo le loro tradizioni e cultura. E con una giusta remunerazione.

miglior caffè biologico



Per le comunità Tzeltal e Tzotzil, come per i loro antenati, è molto importante salvaguardare le risorse naturali e la scelta dell'agricoltura biologica è stata subito condivisa all'unanimità. La cooperativa vuole che tutti i soci curino l’ambiente e prevengano ogni forma di contaminazione per proteggere il pianeta. Questo si traduce in un dettagliato “piano ambientale” e azioni concrete: piantare e curare gli alberi del “cafetal” per garantire ombra naturale alle piante di caffè, selezionare e preservare i semi autoctoni di caffè, fagioli e mais, riutilizzare tutti gli scarti della raccolta del caffè per il compost, raccogliere e differenziare adeguatamente i rifiuti. Il compost, che serve per arricchire il terreno è particolarmente importante nell’agricoltura biologica e ai contadini viene spiegato passo per passo come realizzarlo in autonomia. Così si possono riciclare gli scarti e ottenere un caffè arabica di ottima qualità, grazie a un terreno fertile e alla coltivazione all’ombra, garanzie di sostenibilità ora e in futuro.

Vi lascio anche il docufilm, girato da Altromercato in Nicaragua presso i loro produttori di caffè.
Buona visione!

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